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Il metodo

Un modo di pensare,
prima che un modo
di lavorare.

Ogni progetto Origo attraversa le stesse sei soglie, sempre nello stesso ordine. Non per abitudine: perché ogni passo dà senso al successivo.

01

Comprendere
le persone.

Prima di parlare di spazi, parliamo di giornate. A che ora ti svegli. Dove fai colazione. Dove lavori, dove leggi, dove la sera ti fermi davvero.

Un progetto non deve assomigliare a chi lo firma. Deve assomigliare a chi lo abita.

Il laboratorio: una figura sfocata lavora tra i mobili in costruzione

02

Progettare
la luce.

La luce è la prima decisione, non l’ultima. Studiamo come il sole entra nelle stanze durante il giorno, poi disegniamo la luce artificiale che lo accompagna: dove serve intimità, dove serve chiarezza, dove serve ombra.

Da questa decisione dipendono tutte le altre. Per questo esiste Prima Luce.

Una linea di luce continua attraversa un soffitto in penombra

03

Dare forma
allo spazio.

Con la luce risolta, le proporzioni si leggono. Decidiamo i percorsi, le viste, i rapporti tra gli ambienti: dove lo spazio si comprime e dove si apre.

Costruiamo un modello volumetrico interno di ogni progetto. Non per presentarlo: per capirlo.

La zona pranzo di Villetta M vista dalla scala, una lama di luce sul soffitto

04

Scegliere
le materie.

Ogni materiale viene osservato nello showroom, alla luce per cui è destinato. Il travertino di mattina non è il travertino di sera.

Scegliamo superfici per come invecchiano, non solo per come appaiono il giorno della consegna.

La superficie di un blocco di travertino, con le sue venature e cavità naturali

05

Disegnare
l’arredo.

L’arredo su misura nasce dentro l’architettura, non dopo. Un’isola, una libreria, una boiserie: ogni pezzo risponde alle proporzioni della stanza e alla luce che la attraversa.

Dove il su misura non serve, selezioniamo arredi e lampade di produzione con lo stesso criterio. Mai per marca. Per ragione.

Un cassetto in rovere si apre da un volume laccato sotto un piano in travertino

06

Realizzare
con cura.

Lavoriamo con artigiani che conosciamo per nome, in laboratori dove il rovere si tocca prima di tagliarlo. Seguiamo il cantiere fino all’ultimo dettaglio: la giunzione tra due materiali, l’altezza di una presa, l’ombra di una maniglia.

La cura non si vede. Si sente.

Il dettaglio di un incastro in rovere in laboratorio, con la venatura in evidenza

Il primo passo

Ogni sequenza ha un inizio.
Il nostro è sempre lo stesso.